FamilySearch: Progetto US Passport Applications, 1795-1925


Dedico spesso del tempo a questo progetto perché mi appassiona, conosco bene l’inglese e trovo tantissimi emigranti italiani tra i fogli di questi registri.

Molte richieste di passaporto sono corredate di foto e questo mi emoziona ancora di più… vedo l’abbigliamento dei primi anni del ‘900, famiglie intere in partenza per viaggi di piacere o per ricongiungersi con i propri familiari nel Paese di origine, uomini d’affari diretti in Europa e infermiere che partono per ogni parte del mondo. E’ un meraviglioso spaccato della nostra storia e non manco mai di immergermi in queste pagine almeno una volta a settimana.

Veniamo alle notizie tecniche: è un progetto di livello intermedio, richiede ottima conoscenza della lingua inglese e capacità di decifrare tutti i tipi di calligrafie, chiaramente è necessaria la lettura, sempre in inglese, di tutte le istruzioni (Project Instructions) e dei relativi aggiornamenti (Project Updates).

Qui di seguito è illustrato un esempio di richiesta di passaporto, ne ho preso uno a caso tra le immagini già pubblicate sul sito di FamilySearch e mi sono accorta che si tratta di uno scrittore americano… vi assicuro che si incontrano tutti i tipi di personaggi!

Modulo di richiesta passaporto.

Modulo di richiesta passaporto.

Questo registro in particolare è del 1906, è bene specificarlo perché, con il passare degli anni, i moduli di richiesta dei passaporti statunitensi sono cambiati. Qui vediamo che è prevista una sola pagina per passaporto, non sono allegate fotografie ed è fornita, in sostituzione, una descrizione fisica del richiedente.

I passaporti erano concessi ad una singola persona, una coppia o ad un intero nucleo familiare. Le informazioni che troviamo sono molto utili per la ricerca genealogica, si leggono luoghi e date di nascita, date di matrimonio, nomi di coniugi e genitori, nomi e date di nascita dei figli, residenza, occupazione, destinazione  e motivo del viaggio.

Non è raro trovare in allegato lettere che testimoniano la necessità di lasciare gli Stati Uniti e che assicurano il rientro nel Paese.

In veste di arbitro ho riscontrato errori molto comuni e ripetitivi che potrebbero essere evitati semplicemente leggendo con cura le regole e gli aggiornamenti.

Uno tra tutti l’indicazione del genere, la regola aggiornata riporta quanto segue:

Indexing the Gender field

When indexing the gender field, please do not use information from the back of the application. However, note that the passport application may indicate gender in a number of ways, such as with relationship terms (such as husband or wife) or with pronouns. Do not assume gender based on given names.

La regola generale di non desumere il sesso della persona dal suo nome è sempre valida.

Leggiamo anche che il genere del richiedente può essere dedotto da tante parole che appaiono nel documento: titoli come Ms. Mrs. e Miss, termini quali husband/wife (marito/moglie), son/daughter (figlio/figlia) oppure da pronomi him/her (lui/lei) usati per il riconoscimento da parte di un testimone. Spesso anche la professione è indicativa del genere: housewife, workman

Riprendendo l’esempio precedente vediamo come l’indicazione della moglie e del pronome him nel riconoscimento da parte del testimone già ci forniscono senza dubbio la prova che si tratta di un uomo.

Accompagnato dalla moglie...

Accompagnato dalla moglie…

Riconoscimento del testimone - pronomi him/his

Riconoscimento del testimone – pronomi him/his

Come spesso accade, è sufficiente leggere con cura tutto il documento per svolgere un’accurata indicizzazione.

La regola stabilisce anche di non usare alcun dato presente nella pagine posteriore alla richiesta di passaporto, non sono molto d’accordo con questa decisione ma devo adeguarmi. Personalmente credo che il retro dell’atto sia sempre parte dello stesso e difatti contiene informazioni che renderebbero l’indicizzazione più completa.

Fonte Immagini: United States Passport Applications, 1795-1925. Images. FamilySearch. http://FamilySearch.org : accessed 2014. Citing NARA microfilm publication M1490, M1372. Washington, D.C.: National Archives and Records Administration, n.d.

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Fonti di Ricerca Genealogica


Una delle prime domande che mi sono posta quando ho iniziato a studiare la storia della mia famiglia è stata: dove troverò i documenti necessari per ricostruire il mio passato? Ho iniziato ad analizzare le fonti della ricerca genealogica e ne è venuto fuori un bell’elenco:

  • Atti di Stato Civile
  • Atti Parrocchiali
  • Atti Notarili
  • Catasti Onciari e Riveli
  • Liste di leva e Ruoli matricolari

Si tratta di atti e documenti custoditi negli Archivi di Stato, nei Comuni, nelle Parrocchie e nelle Diocesi e nei Distretti militari. Sono tutti ricchi di dati utili e indispensabili per la nostra missione. L’accesso a questi documenti non è sempre facile, la distanza dal luogo di ricerca o la non reperibilità dei registri dovuta ad alluvioni, incendi o terremoti possono pregiudicare il nostro lavoro. Troveremo spesso dei buchi temporali nella nostra ricostruzione ma è possibile che questi vengano colmati da altri documenti. Ogni archivio contiene diversi atti di nostro interesse, analizziamoli nel dettaglio.

Atti di Stato Civile

Gli atti di Stato Civile sono registrazioni di nascite, matrimoni, decessi e cittadinanza.

Nel 1804 Napoleone introdusse lo Stato Civile in Italia, nel Regno di Napoli entrò in vigore nel 1809 ed in Sicilia fu operativo dal 1820. Le registrazioni furono tenute fino al 1865, dall’anno seguente il Regno d’Italia stabilì il proprio Stato Civile Italiano a cura dei Comuni. I registri datati fino al 1865 sono conservati negli Archivi di Stato, quelli successivi sono ancora custoditi dai Comuni.

Gli atti contengono i nomi dei genitori e dei coniugi, il luogo di nascita e di residenza, i mestieri praticati e talvolta le cause del decesso.

 Atti Parrocchiali

Il Concilio di Trento introdusse l’obbligo per le parrocchie di trascrivere gli atti di battesimo, cresima, matrimonio e morte già nel 1563. Si tratta, quindi, di una fonte importantissima per la ricerca genealogica perché copre un periodo temporale molto esteso ed è organizzata in volumi ed indici che consentono una consultazione abbastanza agevole nonostante si tratti di documenti antichissimi.

Spesso troviamo indici ordinati per nome e non per cognome, questo rende la ricerca un pò più lunga e difficile, ma di certo non impossibile.

In questi atti sono compresi gli Stati delle Anime, ovvero dei censimenti effettuati con cadenza quasi annuale da ogni parrocchia. Solitamente venivano redatti in occasione della Pasqua, il parroco censiva ogni famiglia, indicando tutti i componenti, l’età e i sacramenti già somministrati. Si tratta di un importante ritratto delle famiglie, molto utile alla ricostruzione di un albero genealogico.

 Atti Notarili

Gli Atti Notarili sono conservati presso gli Archivi di Stato, si tratta di testamenti e doti matrimoniali che rappresentano in modo molto dettagliato i rapporti familiari ma anche la condizione economica del tempo. E’, inoltre, una fonte più antica delle registrazioni parrocchiali, molto utile per risalire a dati altrimenti introvabili.

Catasti Onciari e Riveli

Documenti che esprimono la condizione economica e demografica di ogni famiglia, redatti ai fini della tassazione. Si tratta di atti ricchi di dettagli importanti per la ricerca genealogica, contengono infatti i beni immobili e mobili in possesso di ogni nucleo e i nomi di tutti i coabitanti, siano essi parenti o meno (inclusi i servitori). In Sicilia erano detti Riveli e riguardano l’arco temporale che va dal 1548 al 1748, nel Regno di Napoli furono introdotti dal 1741 con il nome di Catasti Onciari. Gli Archivi di Stato di Napoli e Palermo conservano gran parte di questi preziosi documenti.

Liste di Leva e Ruoli Matricolari

Le Liste di leva sono elenchi redatti dai Comuni in cui compaiono tutti i nominativi dei maschi che hanno raggiunto l’età per la visita di leva, i Ruoli matricolari invece sono delle schede identificative per ogni soldato che effettivamente ha prestato servizio militare, contengono la matricola, il corpo e la data di arruolamento, le eventuali sanzioni, le medaglie ottenute e le missioni svolte. Si tratta quindi di informazioni che rivelano la vita militare e gli spostamenti effettuati dai nostri antenati. Tali documenti sono conservati presso i Comuni e i Distretti militari se non già trasferiti agli Archivi di Stato.

Gradi di Parentela


Per capire bene cosa si intende per parente e affine, riporto quanto stabilito dal Codice Civile italiano:

Art. 74 La parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione è avvenuta all’interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo.

Art. 78 L’affinità è il vincolo tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge.

Il calcolo del grado di parentela tra due collaterali si effettua contando quanti gradi li separano, senza includere il capostipite.

I cugini sono parenti di 4° grado.

I cugini sono parenti di 4° grado.

 

 

 

 

 

 

 

Bisogna, quindi, contare i legami di parentela tra due persone (graficamente rappresentati da segmenti), risalendo fino al capostipite per poi scendere al parente che ci interessa. Nella figura in particolare vediamo come i due cugini siano parenti di 4° grado.

In linea retta la parentela coincide con le generazioni:

  • padre-figlio: 1 generazione, quindi parenti di 1° grado
  • nonno-nipote: 2 generazioni, quindi parenti di 2°grado

I coniugi sono legati dal rapporto di coniugio e, quindi, non sono parenti né affini.

La legge italiana non riconosce il vincolo di parentela oltre il sesto grado, chiaramente il nostro albero genealogico si può e si deve estendere ben oltre.